Come sfruttare al meglio le potenzialità di Revit

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La graduale introduzione dei sistemi di progettazione BIM – Based nella normativa, prima europea e quindi italiana, ha suscitato entusiasmi e al tempo stesso preoccupazioni in molti degli operatori del settore, in particolar modo per i meno avvezzi alle tecnologie digitali per il disegno (2D) e la modellazione (3D). Sebbene il cambiamento di paradigma che il BIM introduce nella filiera delle costruzioni non si riduca alle tecniche di rappresentazione, in termini di impatto, è comprensibile che le remore principali siano relative agli strumenti che quotidianamente architetti, ingegneri ed altri operatori abitualmente adoperano, e quindi adopereranno necessariamente.

Eppure strumenti come Revit, già oggi particolarmente diffuso tra gli operatori BIM, consentono di facilitare ed automatizzare non solo parecchie delle operazioni tradizionalmente svolte attraverso i software tradizionali 2D (pensiamo all’estrazione dei disegni bidimensionali come le sezioni direttamente dal modello), ma contengono features che potrebbero rivelarsi estremamente utili.

Eppure, tralasciando gli utenti non ancora aggiornati alla progettazione in Revit, anche chi ha maggiore dimestichezza con il software può incorrere in usi impropri o che, soprattutto, non ne sfruttano a pieno le potenzialità. In questo articolo ne verranno esposte alcune, considerate le più efficaci.

 

  1. USARE I TEMPLATES (FILE E VISTE)

Sebbene possa sembrare banale, molti utenti di Revit non usano i templates. Lavorare con i templates consente innanzitutto di non dover ogni volta impostare il proprio ambiente di progetto, caricando le famiglie (annotazioni, componenti, etc.). Anche i templates di vista consentono un notevole risparmio di tempo, specie quando si lavora in Workset: grazie ai template è infatti superfluo dover impostare visibilità per ogni nuova vista, così come i view range, i filtri, etc. Usare i templates, insomma, permette di standardizzare il proprio processo di creazione delle viste e quindi dell’ambiente di lavoro.

template

    2.  LAVORARE IN COLLABORAZIONE (WORKSHARING)

Anche qui può sembrare banale, ma utenti ancora mentalmente ancorati a processi tradizionali di collaborazione (con link o addirittura scambi di file) potrebbero trascurare i benefici derivanti dal lavoro in worksharing. Specialmente quando il team di progetto lavora su temi complessi, per la grandezza o la molteplicità di discipline coinvolte, il worksharing consente a tutti i membri di lavorare, contemporaneamente, su uno STESSO file. Non solo la modellazione, ma anche la verifica delle interferenze viene notevolmente facilitata; in fondo, il nome stesso di Revit viene da “Revise Instantly” (Revisiona istantaneamente).

fasi

 

  1. USARE FAMIGLIE CONDIVISE

Se i team di lavoro sono coinvolti in progetti simili, o che utilizzano le stesse categorie di oggetti, come ad esempio mobili o impianti sanitari, (magari disegnati da voi stessi), è utile inserire nei modelli questi elementi come famiglie condivise, in modo che vi possano attingere tutti gli utenti, senza ovviamente il rischio di duplicati all’interno degli abachi.

dettagli

  1. CREARE ASSIEMI

La parte più noiosa nel dover dettagliare un arredo o un elemento di un sistema impiantistico è sicuramente dover creare tutte le viste necessarie. Gli assiemi in questo senso aiutano non solo perché riuniscono al loro interno famiglie di categorie diverse, ma in quanto contengono al loro interno la propria lista di viste. Gli assiemi infatti generano automaticamente tutte le viste, ortografiche o prospettiche, e persino gli abachi. Il tutto con un clic.

livelli

  1. RAGGRUPPARE E ORGANIZZARE LE VISTE

Su Revit è possibile separare, organizzare e filtrare tutte le viste. I documenti, i disegni concettuali, l’architettura, la struttura e gli impianti possono essere divisi e soprattutto, se sono stati usati i templates (vedi punto 1), questi appaiono già archiviati in cartelle, disponibili nel browser di progetto.

  1. ID E PARAMETRI

Specialmente per le operazioni di TakeOff (abachi), è facile perdersi tra i vari indici con cui Revit gestisce le operazioni di Quantification. Un metodo efficace per evitare di riscontrare problemi nell’estrazione degli abachi dai modello Revit è quello di assegnare ad ogni elemento un parametro personalizzato, appunto un ID. Revit infatti dispone di differenti categorie, commenti, contrassegni, etc… ,  che possono essere utili per filtrare  e ordinare gli elementi in un abaco. Un ulteriore vantaggio di questo metodo è che i nuovi parametri vanno semplicemente ad aggiungersi a quelli esistenti, senza intaccarne l’integrità.

  1. LE FASI

Le fasi sono forse una delle novità maggiormente significative introdotte nel mondo della modellazione 3D da Revit. Esse sono divenute uno strumento essenziale sia per i progettisti, che possono effettuare rapidi confronti tra le soluzioni di progetto, sia per i clienti, che possono meglio rendersi conto dell’impatto che ha il progetto che vanno a finanziare.

muri

  1. CREARE ELEMENTI STRATIFICATI

Per applicare differenti materiali, ad esempio ad un muro, non è necessario ogni volta dover usare il comando Dividi Superficie, per poi applicarvi una vernice con Dipingi. Con il comando Gestisci stratigrafia è possibile modificare l’esterno (pensiamo ad esempio a rivestimenti, intonaci o altri) o l’interno (isolanti, camere d’aria) non solo di muri, ma anche di molti altri elementi (o famiglie) in Revit. Queste parti create possono essere modificate singolarmente, oscurate o inserite in un abaco; unico difetto, l’utilizzo di questo comando non è immediato, ma i risultati valgono sicuramente lo sforzo.

strati

 

  1. IL COMANDO PURGE

I modelli di Revit possono diventare molto pesanti. I template sicuramente ci aiutano ad escludere di default quelle impostazioni che non ci servono, ma c’è ancora qualcosa che possiamo eliminare per ottenere solo ciò che ci è davvero necessario durante la nostra modellazione. Per fare ciò, è sufficiente ricordarsi di attivare ogni tanto il comando Purge, per “pulire” il disegno dagli elementi che non ci servono.

 

  1. ESPLORARE DIFFERENTI OPZIONI

Quando si progetta si valutano sempre diverse soluzioni per uno stesso problema. Se con le fasi possiamo analizzare il confronto con uno stato di fatto, con il comando Varianti di progetto possiamo esaminare le idee di progetto per selezionare quella che ci sembra più appropriata. Queste varianti convivono nel modello, semplicemente nascondendosi nella vista, per cui non è più necessario dover salvare tanti file diversi, ognuno per una variante. Questo rappresenta un’utilissima semplificazione, eliminando il rischio di confusione tra file contenenti materiale simile. Questo comando però è anche utile quando si lavora in team o quando bisogna fare una presentazione: con un solo modello aperto, basta un attimo per passare in rassegna tutte le nostre idee per il progetto e mostrarle ai colleghi o ai clienti.

varianti

Fonte: https://www.linkedin.com/pulse/boost-your-revit-designs-architectural-mep-priscila-bonif%C3%A1cio/

Priscila Bonifácio – Boost your REVIT Designs (Architectural and MEP)

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